lunedì 9 febbraio 2009
Eluana è morta!
UDINE - La morte di Eluana Englaro è avvenuta per arresto cardiocircolatorio dopo una crisi di natura elettrolitica conseguente a disidratazione, nella casa di riposo LaQuiete. Al Senato e alla Camera dopo alcuni minuti hanno ricevuto la notizia ed hanno fatto un minuto di silenzio.
martedì 30 settembre 2008
Blitz all'alba, catturati i boss della strage
MILANO - Due operazioni contro il clan dei Casalesi, nel Casertano, hanno portato all'esecuzione di circa 100 misure cautelari ma soprattutto alla cattura dei boss dell'ala stragista Alessandro Cirillo, Oreste Spagnuolo e Giovanni Letizia. Questi ultimi, considerati mandanti ed esecutori della strage di Castelvolturno, sono stati sorpresi dai carabinieri in una villetta di Licola, sul litorale domizio, poco lontano dal chilometro 43 della Domiziana e da Baia Verde, dove il 18 settembre hanno ucciso il gestore di una sala giochi e poi 6 extracomunitari di origine ghanese.
Cern: il riavvio dell'acceleratore arriverà nel prossimo anno
GINEVRA - Il riavvio dell'acceleratore del Cern Lhc è in programma all'inizio della primavera del 2009. Lo ha annunciato il Cern a Ginevra in un comunicato. Le indagini condotte in seguito all'importante fuga di elio all'interno del tunnel del Large Hadron Collider - pochi giorni lo storico avvio dell'acceleratore lo scorso 10 settembre- hanno indicato che la «causa più probabile dell'incidente è stata una connessione elettrica difettosa tra due magneti», afferma il comunicato. Per una piena comprensione dell'incidente, tuttavia, il settore dovrà essere portato a temperatura ambiente ed i magneti coinvolti dovranno essere ispezionati. «Questo richiederà tre o quattro settimane», aggunge il Cern.
Veltroni: "Berlusconi dice balle e insulta."
ROMA - La ricostruzione della vicenda Alitalia fatta da Silvio Berlusconi non piace a Veltroni. «Berlusconi passa metà del suo tempo a insultare l'opposizione fino ad oggi, quando arriva a dire tre bugie, tre balle per ingannare gli italiani in una strategia di contrapposizione frontale con chi la pensa in modo diverso da lui» ha detto il segretario al seminario sul federalismo dei senatori del Pd in corso a Frascati, aggiungendo che l'opposizione deve restare unita e che esiste una «preoccupazione democratica».
martedì 15 aprile 2008
L'Italia a Berlusconi
Silvio Berlusconi si gode il successo elettorale ma non perde tempo. All'indomani della vittoria netta incassata alle politiche il leader del Pdl interviene a Radio Anch'io prima e a Uno Mattina poi e parla dell'emergenza rifiuti, di Alitalia, della composizione del nuovo governo, del federalismo (che è «un fatto di modernità e di sussidiarietà, è un grande principio di democrazia e di liberta») delle riforme e del dialogo con il Pd. E poi ancora di Ici, tasse e bonus per i nuovi nati. Un intervento a tutto campo nel quale il Cavaliere conferma che sarà a Napoli «tre giorni a settimana» e che nel capoluogo campano terrà il primo Consiglio dei ministri del suo governo. «Ho già trovato una sede operativa: ci resterò per tre giorni alla settimana e verrò via solo quando avrò la certezza di avere avviato il problema dei rifiuti verso la soluzione definitiva».
sabato 16 febbraio 2008
Gli schieramenti a confronto
Rispetto alle precedenti elezioni gli schieramenti sono molto variati. Quelle che erano state le due grandi alleanze, nel 2006 e prima, subito si sono estinte, ed i partiti al loro interno sono stati protagonisti di grandi mutazioni. Tendenza generalizzata è la scomposizione da due a più alleanze, e l'accorpamento fra loro di forze politiche simili. All'elettore si presenta un quadro con un più vasto numero di schieramenti, ma al loro interno molto meno variegati ed anzi composti spesso da uno o due soli partiti con programmi unitari.
L'alleanza di centrosinistra L'Unione s'è conclusa con la caduta del governo Prodi, il 24 gennaio 2008, e le forze che la componevano hanno dato vita a varie nuove soluzioni. Nelle sue ceneri, il Partito Democratico ha deciso di fare a meno della quasi totalità degli ex-alleati sia per le elezioni del Senato sia per quelle della Camera; inoltre, il partito ha deciso che accetterà alleanze solo con i partiti che condivideranno integralmente, e senza riserve, il proprio programma elettorale. Unica alleanza mantenuta dal PD è quella con l'Italia dei Valori di Antonio Di Pietro, che manterrà il proprio simbolo nella corsa elettorale ma poi formerà gruppi parlamentari unificati con il PD. Anche i Radicali italiani propongono un'alleanza con il PD.
Altri quattro partiti (Rifondazione Comunista - Il Partito dei Comunisti Italiani - I Verdi - Sinistra Democratica) hanno colto l'occasione per unificarsi sotto l'unica lista di La Sinistra L'Arcobaleno candidando Fausto Bertinotti (presidente uscente della Camera) a Palazzo Chigi.
Il Partito Socialista, che ha sostenuto il Governo Prodi, è intenzionato a correre con il proprio simbolo e al momento per questo motivo sembra esclusa una coalizione con il Partito Democratico.
Intende presentarsi senza alcun alleato anche il Partito Comunista dei Lavoratori, nato da dissidenti di Rifondazione Comunista.
Altri partiti che avevano aderito all'alleanza per le elezioni del 2006 non hanno ancora annunciato la propria decisione su come presentarsi alle urne. Fra questi la Südtiroler Volkspartei e gli altri movimenti minori sorti dallo sgretolamento dell'Unione al Senato nel corso della legislatura (Movimento politico dei cittadini, Sinistra critica, Unione democratica). Quanto alle forze che hanno provocato la caduta di Prodi in Senato, è confluito nello schieramento opposto il gruppo di Lamberto Dini, mentre l'UDEUR, abbandonato definitivamente il campo del centro-sinistra, ha deciso di posizionarsi al centro ma deve ancora valutare possibili alleanze.
Per quanto riguarda il centrodestra, anche nel campo della ex-Casa delle Libertà lo scenario proposto agli elettori risulta mutato rispetto a quello del 2006. Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini hanno deciso che i rispettivi partiti, Forza Italia e Alleanza Nazionale, si presenteranno sotto l'unica lista elettorale del Popolo della Libertà, cui la Lega Nord si associa in una forma di "federazione" territoriale, presentando le sue liste solo al Centro-Nord.
Mentre varie formazioni minori hanno già dato il proprio assenso all'ingresso nel Popolo della Libertà, come la DC per le Autonomie di Gianfranco Rotondi, i Liberaldemocratici di Lamberto Dini (fuoriusciti dallo schieramento di centro-sinistra) e Azione Sociale di Alessandra Mussolini, il movimento La Destra, in disaccordo con la strategia di Berlusconi di creare un partito unico, ha annunciato che intende presentare una propria lista e un proprio candidato premier. Il partito ha annunciato che raccoglierà le firme per la presentazione delle liste elettorali sia con i moduli Santanchè premier, sia con Berlusconi premier, sperando in una retromarcia del leader del PdL. Successivamente viene stretto un accordo col Movimento Sociale Fiamma Tricolore: i due partiti presenteranno liste uniche alle elezioni.
Anche all'Unione dei Democratici Cristiani e di Centro (UDC), guidata da Pierferdinando Casini, era stato proposto di confluire nel Popolo della Libertà, prospettiva che l'UDC non ha condiviso: l'UDC quindi si presenterà indipendentemente, con un proprio candidato premier.
Il brusco ritorno di Casini su posizioni filo-berlusconiane, nelle settimane di consultazioni presidenziali, ha provocato una sciossione interna all'UDC: Bruno Tabacci e Mario Baccini hanno dato vita ad un nuovo movimento politico chiamato la Rosa Bianca, che correrà da sola alle elezioni, con un proprio candidato premier. Al progetto ha aderito anche l'ex sindacalista Savino Pezzotta. A seguito della scelta dell'UDC di correre da sola, la Rosa Bianca ha proposto un ricongiungimento.
Alcuni esponenti singoli del centrodestra, come Giuliano Ferrara che aveva nei giorni precedenti alla campagna elettorale esortato il paese a dibattere sull'opportunità di una moratoria sull'applicazione della legge sull'aborto, hanno intenzione di presentare una lista a «difesa della vita»
L'alleanza di centrosinistra L'Unione s'è conclusa con la caduta del governo Prodi, il 24 gennaio 2008, e le forze che la componevano hanno dato vita a varie nuove soluzioni. Nelle sue ceneri, il Partito Democratico ha deciso di fare a meno della quasi totalità degli ex-alleati sia per le elezioni del Senato sia per quelle della Camera; inoltre, il partito ha deciso che accetterà alleanze solo con i partiti che condivideranno integralmente, e senza riserve, il proprio programma elettorale. Unica alleanza mantenuta dal PD è quella con l'Italia dei Valori di Antonio Di Pietro, che manterrà il proprio simbolo nella corsa elettorale ma poi formerà gruppi parlamentari unificati con il PD. Anche i Radicali italiani propongono un'alleanza con il PD.
Altri quattro partiti (Rifondazione Comunista - Il Partito dei Comunisti Italiani - I Verdi - Sinistra Democratica) hanno colto l'occasione per unificarsi sotto l'unica lista di La Sinistra L'Arcobaleno candidando Fausto Bertinotti (presidente uscente della Camera) a Palazzo Chigi.
Il Partito Socialista, che ha sostenuto il Governo Prodi, è intenzionato a correre con il proprio simbolo e al momento per questo motivo sembra esclusa una coalizione con il Partito Democratico.
Intende presentarsi senza alcun alleato anche il Partito Comunista dei Lavoratori, nato da dissidenti di Rifondazione Comunista.
Altri partiti che avevano aderito all'alleanza per le elezioni del 2006 non hanno ancora annunciato la propria decisione su come presentarsi alle urne. Fra questi la Südtiroler Volkspartei e gli altri movimenti minori sorti dallo sgretolamento dell'Unione al Senato nel corso della legislatura (Movimento politico dei cittadini, Sinistra critica, Unione democratica). Quanto alle forze che hanno provocato la caduta di Prodi in Senato, è confluito nello schieramento opposto il gruppo di Lamberto Dini, mentre l'UDEUR, abbandonato definitivamente il campo del centro-sinistra, ha deciso di posizionarsi al centro ma deve ancora valutare possibili alleanze.
Per quanto riguarda il centrodestra, anche nel campo della ex-Casa delle Libertà lo scenario proposto agli elettori risulta mutato rispetto a quello del 2006. Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini hanno deciso che i rispettivi partiti, Forza Italia e Alleanza Nazionale, si presenteranno sotto l'unica lista elettorale del Popolo della Libertà, cui la Lega Nord si associa in una forma di "federazione" territoriale, presentando le sue liste solo al Centro-Nord.
Mentre varie formazioni minori hanno già dato il proprio assenso all'ingresso nel Popolo della Libertà, come la DC per le Autonomie di Gianfranco Rotondi, i Liberaldemocratici di Lamberto Dini (fuoriusciti dallo schieramento di centro-sinistra) e Azione Sociale di Alessandra Mussolini, il movimento La Destra, in disaccordo con la strategia di Berlusconi di creare un partito unico, ha annunciato che intende presentare una propria lista e un proprio candidato premier. Il partito ha annunciato che raccoglierà le firme per la presentazione delle liste elettorali sia con i moduli Santanchè premier, sia con Berlusconi premier, sperando in una retromarcia del leader del PdL. Successivamente viene stretto un accordo col Movimento Sociale Fiamma Tricolore: i due partiti presenteranno liste uniche alle elezioni.
Anche all'Unione dei Democratici Cristiani e di Centro (UDC), guidata da Pierferdinando Casini, era stato proposto di confluire nel Popolo della Libertà, prospettiva che l'UDC non ha condiviso: l'UDC quindi si presenterà indipendentemente, con un proprio candidato premier.
Il brusco ritorno di Casini su posizioni filo-berlusconiane, nelle settimane di consultazioni presidenziali, ha provocato una sciossione interna all'UDC: Bruno Tabacci e Mario Baccini hanno dato vita ad un nuovo movimento politico chiamato la Rosa Bianca, che correrà da sola alle elezioni, con un proprio candidato premier. Al progetto ha aderito anche l'ex sindacalista Savino Pezzotta. A seguito della scelta dell'UDC di correre da sola, la Rosa Bianca ha proposto un ricongiungimento.
Alcuni esponenti singoli del centrodestra, come Giuliano Ferrara che aveva nei giorni precedenti alla campagna elettorale esortato il paese a dibattere sull'opportunità di una moratoria sull'applicazione della legge sull'aborto, hanno intenzione di presentare una lista a «difesa della vita»
giovedì 24 gennaio 2008
Governo battuto al Senato Prodi si dimette, domani le consultazioni
Il Senato nega la fiducia al governo: 156 sì, 161 no, un astenuto (ma al Senato l'astensione ha gli stessi effetti di un voto contrario). Decisivi i diniani e Mastella. Il discorso del premier: "L'Italia non può restare senza governo". In serata Prodi ha presentato al presidente della Repubblica le dimissioni. I primi a salire il Colle saranno i presidenti di Camera e Senato. Berlusconi: "Al voto". Veltroni contrario. Rissa in Aula tra esponenti dell'Udeur: Cusumano dichiara il suo sì al governo, e Barbato gli si scaglia contro.
venerdì 2 novembre 2007
Perugia, morta studentessa inglese
E' avvolta nel mistero la morte di Meredith Kercher, una studentessa inglese di 22 anni, trovata morta in un'abitazione a poche centinaia di metri dal centro storico di Perugia con una profonda ferita alla gola. Gli investigatori non escludono alcuna ipotesi. La pista privilegiata è che la ragazza sia stata uccisa da qualcuno poi fuggito. E' stata trovata infatti nella sua camera con la porta chiusa a chiave. Era sul letto, coperta da un piumone. Con la maglietta alzata e il seno scoperto, gli altri indumenti indosso.
Le indagini portano a tre indiziati (Raffaele Sollecito, Amanda Knox e Patrick Lumumba Diya) e all'ipotesi di un "quarto uomo" di nome Rudy Hermann Guede). Domenica, 4 novembre l'autopsia sul corpo della ragazza.
Le indagini portano a tre indiziati (Raffaele Sollecito, Amanda Knox e Patrick Lumumba Diya) e all'ipotesi di un "quarto uomo" di nome Rudy Hermann Guede). Domenica, 4 novembre l'autopsia sul corpo della ragazza.
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